Immaginate uno stato d'emergenza che non finisce mai. Nessuna data di scadenza, nessun voto parlamentare, nessun limite temporale. Solo poteri straordinari, attivi in modo permanente, giustificati da una crisi reale e misurabile che, per definizione, non può essere "risolta" in pochi mesi. Benvenuti nella proposta che sta circolando nei corridoi dell'OMS in questi giorni.
La notizia e i suoi protagonisti
Il cambiamento climatico va dichiarato "emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale". È quanto chiede all'Organizzazione mondiale della sanità la Commissione paneuropea per il clima e la salute (PECCH), che ha pubblicato un appello all'azione contro la crisi climatica. Chi sono questi commissari? La lista include Katrín Jakobsdóttir, ex Primo Ministro d'Islanda e presidente della Commissione, Andrew Haines (consulente scientifico capo), Sandrine Dixson-Declève (presidente onoraria del Club di Roma), Enrico Giovannini (ex ministro italiano per le Infrastrutture), Connie Hedegaard (ex commissario UE per l'Azione per il Clima) ed Ernst Kuipers (ex ministro della Salute dei Paesi Bassi), oltre a Karl Lauterbach, ex ministro della Salute tedesco. Un profilo, va detto, che non è quello di un gruppo di scienziati indipendenti rinchiusi in laboratorio: è una commissione di ex ministri, ex leader politici e figure dell'establishment internazionale. Per garantire l'indipendenza della Commissione, i commissari non dovrebbero ricoprire alcuna carica politica durante la loro nomina. Lauterbach, al momento della nomina, era ancora ministro in carica. Un dettaglio che merita attenzione.
I dati: il problema è reale, questo è fuori discussione
Partiamo dai fatti. La mortalità legata al caldo è aumentata del 30% negli ultimi due decenni e si prevede che questo bilancio crescerà negli anni a venire. Il cambiamento climatico sta alimentando la diffusione di malattie un tempo rare nella regione europea: i casi di dengue trasmessa localmente nell'UE sono aumentati del 368% tra il 2022 e il 2024. L'inquinamento atmosferico da solo causa 7 milioni di morti all'anno a livello globale, di cui mezzo milione nella regione europea. La Commissione sottolinea come il cambiamento climatico non sia una minaccia futura da gestire, ma "una crisi immediata e crescente che colpisce simultaneamente salute, alimentazione, acqua, energia e sicurezza nazionale", aggiungendo come la regione europea sia quella in cui si sta registrando un più rapido riscaldamento, "con temperature in aumento al doppio della media globale". Nessuno qui nega il problema. Il clima sta uccidendo persone, adesso, in Europa. Questo è un dato. Ma cos'è davvero un PHEIC?
Il meccanismo che non viene spiegato
La proposta è di dichiarare il clima una PHEIC — Public Health Emergency of International Concern. Un PHEIC è una dichiarazione formale dell'OMS di "un evento straordinario che costituisce un rischio per la salute pubblica di altri Stati attraverso la diffusione internazionale di malattie e che potenzialmente richiede una risposta internazionale coordinata", formulata quando una situazione è "seria, improvvisa, insolita o inaspettata". Il punto cruciale è che in base ai Regolamenti Sanitari Internazionali del 2005, gli Stati hanno un obbligo legale di rispondere prontamente a un PHEIC. Non è un invito, è un vincolo giuridico. E la dichiarazione di un PHEIC è intesa ad aumentare la consapevolezza delle potenziali minacce e incoraggiare gli Stati a seguire le raccomandazioni dell'OMS, che in passato hanno incluso restrizioni ai viaggi e al commercio. Qui sta il nodo che nessun comunicato stampa spiega chiaramente: usare uno strumento pensato per epidemie acute — come il Covid o l'Ebola — per una crisi strutturale e permanente significherebbe creare un'emergenza senza fine prevedibile. Un portavoz dell'OMS ha dichiarato che la crisi climatica è una crisi globale cronica in corso da decenni e quindi non soddisfa i requisiti tecnici per la dichiarazione di un PHEIC. La normativa OMS semplicemente non contempla che una minaccia strutturale e progressiva possa essere dichiarata emergenza acuta. Paradossalmente, quindi, è la stessa OMS a frenare: la proposta della commissione si scontra con i limiti giuridici dell'organizzazione che dovrebbe accoglierla.
Chi controlla l'OMS? La mappa dei finanziatori
Per capire il peso politico di questa proposta, bisogna guardare chi finanzia l'organizzazione che dovrebbe dichiararla. Oltre l'80% dei finanziamenti dell'OMS si basa su "contributi volontari", ovvero somme donate liberamente da donatori siano essi Stati membri, ONG, organizzazioni filantropiche o altri enti privati. Tra i donatori filantropi, la Bill & Melinda Gates Foundation costituisce certamente il maggior contribuente in quanto rappresenta l'88% dell'importo totale donato dalle fondazioni filantropiche private. Il finanziamento dell'OMS avviene attraverso due canali principali: i contributi fissi versati dagli Stati membri e i contributi volontari versati, oltre che dagli Stati, anche da soggetti privati. La Bill and Melinda Gates Foundation è la prima tra i privati, con 646 milioni nel biennio 2024-2025. Il risultato è devastante per la logica dell'indipendenza: questi contributi volontari sono in genere destinati a progetti o malattie specifiche, il che significa che l'OMS non può decidere liberamente come utilizzarli. L'OMS ha il pieno controllo solo su circa un quarto del suo budget. C'è dunque da chiedersi quale sia il grado di autonomia e indipendenza che l'organizzazione ha nello stabilire l'agenda della salute globale, che risulta fortemente influenzata dai donatori più ricchi. Un'organizzazione che dipende per tre quarti del suo bilancio da donatori privati e da governi con specifici interessi geopolitici non è, per definizione, un arbitro neutrale delle emergenze globali.
Il timing sospetto: tra Trattato Pandemico e Assemblea Mondiale
La proposta è stata presentata a Roma il 18 maggio 2026 e, non a caso, le raccomandazioni definitive della Commissione erano previste per essere presentate proprio durante l'Assemblea Mondiale della Sanità di maggio 2026. L'Assemblea Mondiale della Sanità è il momento in cui si decidono le grandi linee politiche dell'OMS. Portare la richiesta di un PHEIC climatico in quella sede, mentre si negozia ancora il nuovo Trattato Pandemico, è una mossa politica precisa: si tenta di creare un precedente giuridico prima che le regole del gioco vengano riscritte. Più di 200 riviste scientifiche, tra cui The Lancet e il British Medical Journal, avevano già formulato una petizione identica nel 2023, senza successo. Il fatto che la stessa richiesta torni ora, con nomi politici di peso e in un momento istituzionale cruciale, non è una coincidenza.
La domanda che nessuno fa
Il cambiamento climatico è una crisi reale. La sua correlazione con la salute pubblica è documentata. Ma dichiararlo PHEIC significa rispondere a una domanda che nessuno sta ponendo pubblicamente: chi ha il potere di decidere quali misure adottare, su mobilità, alimentazione, produzione industriale, energia? Con quale mandato democratico? Sottoposte a quale controllo parlamentare? L'analisi della letteratura scientifica mostra che i criteri per le dichiarazioni PHEIC sono stati applicati in modo inconsistente. Si raccomanda di creare una nuova interpretazione standardizzata dei criteri PHEIC e che il comitato OMS riaffermi il proprio impegno a comunicazioni chiare e trasparenti. In altre parole: anche gli esperti più favorevoli al sistema ammettono che il meccanismo è opaco e incoerente. Usarlo per una crisi permanente come il clima sarebbe come costruire una casa su fondamenta che gli stessi architetti riconoscono essere instabili.
Conclusione
Il clima uccide. I dati sono inequivocabili. Ma la soluzione non può essere consegnare poteri emergenziali permanenti a un'organizzazione che controlla liberamente solo un quarto del proprio budget e che risponde, nei fatti, ai suoi principali finanziatori. La vera domanda non è se il clima sia un'emergenza — lo è. La vera domanda è: chi decide come gestirla, con quali strumenti, e con quale legittimità democratica? Se il Covid ci ha insegnato qualcosa, è che le emergenze sanitarie possono giustificare misure straordinarie che, una volta introdotte, faticano ad essere smontate. Usare lo stesso schema per una crisi senza fine prevedibile non è prudenza. È qualcosa che merita, almeno, di essere discusso apertamente. Prima che qualcuno decida per noi.
Fonti utilizzate - ANSA / Quotidiano.net — *OMS Europa: classificare il cambiamento climatico come emergenza sanitaria* (18 maggio 2026) - Greenreport.it — *L'OMS avverte l'Europa: gli eventi meteo estremi sono emergenza sanitaria* (agosto 2025) - Il Denaro — *Una lettera aperta della Commissione paneuropea per il clima e la salute* (novembre 2025) - Xpert.digital — *Karl Lauterbach y la petición del próximo estado de emergencia* (maggio 2026) - British Brief — *Experts Urge WHO to Declare Climate Crisis a Global Health Emergency* (maggio 2026) - SaluteInternazionale.info — *Chi finanzia l'OMS?* (giugno 2024) - Quotidiano Sanità — *OMS: con l'uscita degli USA perderà 1 mld di dollari* (2025) - Wikipedia — *Public Health Emergency of International Concern (PHEIC)* - BMC Public Health / Springer Nature — *How have PHEIC determinations changed since the COVID-19 pandemic?* (2025) - TrendSanità — *Clima e salute: al via nuova Commissione di OMS Europe* (giugno 2025) - Climate-ADAPT / EEA — *Commissione paneuropea per il clima e la salute* (2025)