Quando un capo di Stato comincia a condannare i propri ministri della Difesa, smette di essere una notizia sulla corruzione. Diventa una notizia sul potere — e sulla sua fragilità. Oggi, 7 maggio 2026, la Cina ha confermato ciò che molti analisti temevano: gli ex ministri della Difesa cinesi Wei Fenghe e Li Shangfu sono stati entrambi condannati a morte con due anni di sospensione per accuse di corruzione, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa statale Xinhua. Un tribunale militare ha giudicato Wei colpevole di aver accettato tangenti, mentre Li è stato ritenuto colpevole sia di averle accettate che offerte. Entrambi sono stati condannati alla pena di morte con sospensione biennale, alla privazione perpetua dei diritti politici e alla confisca di tutti i beni personali. Dopo il periodo di sospensione, la pena sarà commutata in ergastolo senza possibilità di riduzione o libertà condizionale.
La narrativa ufficiale è limpida: la lotta alla corruzione non conosce intoccabili
Ma chi legge solo questa versione si perde la storia vera. Una scena del crimine con troppi indizi Li Shangfu aveva servito come ministro della Difesa da marzo a ottobre 2023, diventando il ministro con il mandato più breve della storia cinese. Wei lo aveva preceduto nel ruolo, servendo dal 2018 al 2023. Li fu dimesso nell'ottobre 2023, due mesi dopo essere improvvisamente sparito dalla vita pubblica, scatenando speculazioni sulla sua rimozione. Nessuna spiegazione ufficiale immediata. Nessuna conferenza stampa. Solo silenzio, poi l'annuncio. Un copione già visto troppe volte. I due uomini erano stati espulsi dal Partito Comunista nel 2024 per "gravi violazioni della disciplina", eufemismo per corruzione. Entrambi erano stati membri della potente Commissione Militare Centrale, l'organo che supervisiona l'intero apparato militare. Le loro condanne sono le più severe mai comminate a ufficiali militari di alto rango da quando Xi Jinping ha avviato la campagna anticorruzione nel 2012. Fin qui, la versione ufficiale. Ma c'è un contesto che Pechino non mette nei comunicati stampa.
L'esercito decapitato: i numeri che fanno paura
Wei e Li non sono casi isolati. Sono l'ultima riga di una lista che fa impressione. Secondo i dati del CSIS, 36 generali e tenenti generali sono stati ufficialmente epurati dal 2022. Altri 65 ufficiali risultano scomparsi o potenzialmente epurati sulla base della loro assenza a eventi importanti ai quali avrebbero dovuto presenziare. Il totale tra epurazioni confermate e potenziali raggiunge la cifra di 101 persone. Dopo aver contabilizzato le posizioni in cui si sono verificate più epurazioni, circa il 52% delle posizioni di vertice dell'EPL è stato colpito. Una cifra straordinaria che dimostra la profondità della campagna di Xi. Ma il dato più inquietante riguarda il cuore pulsante dell'arsenale nucleare cinese. La Rocket Force, che gestisce i missili nucleari e convenzionali, ha visto epurati due comandanti consecutivi — Li Yuchao e Wang Houbin — riflettendo la gravità dei problemi in questo ramo. Nel 2026, ulteriori rimozioni hanno colpito Liu Cangli, ricercatore di lunga data nel settore delle armi nucleari, e Luo Qi, ingegnere capo della China National Nuclear Corp. Traduzione: chi costruisce le bombe e chi dovrebbe lanciarle è stato rimosso, indagato o è sparito.
La Commissione Militare Centrale: un guscio vuoto
La vera notizia non è la condanna di Wei e Li. È quello che è successo ai vertici dell'esercito cinese nel gennaio 2026. Il 24 gennaio 2026, il Ministero della Difesa cinese ha annunciato che il generale Zhang Youxia — il massimo generale dell'EPL — e il capo del Dipartimento di Stato Maggiore Congiunto, Liu Zhenli, erano stati posti sotto indagine per gravi violazioni disciplinari. La caduta di questi due generali segna la mossa più drammatica nella pluriennale campagna di Xi per svuotare la leadership dell'EPL. Nella Commissione Militare Centrale, l'organismo che controlla le forze armate della Cina, sono rimasti solo due componenti su sette: Xi Jinping, che la presiede, e Zhang Shengmin, vice segretario della commissione di controllo anticorruzione militare. Il risultato è che la CMC, di fatto, al momento non esiste più. Sostanzialmente, Xi Jinping ha assunto il completo comando dell'Esercito popolare di liberazione, spazzando via la leadership collettiva che lo guidava. Secondo un'analisi del New York Times, dei trenta generali che all'inizio del 2023 guidavano i comandi più importanti dell'esercito, solo cinque sono ancora in carica. Pensate a cosa significherebbe, in qualsiasi altro paese del mondo, avere un esercito in cui il 95% dei comandanti di vertice è stato rimosso o indagato nel giro di tre anni. Lealtà vs. Competenza: una scommessa pericolosa La narrativa mainstream — quella di Reuters, del Washington Post, dei grandi media occidentali — inquadra tutto come una necessaria pulizia di un esercito corrotto fino al midollo.
Ed è vero: la corruzione nell'EPL era reale e documentata
Secondo un'analisi dell'intelligence americana riportata da Bloomberg nel gennaio 2024, la corruzione era così pervasiva che alcuni missili erano stati riempiti d'acqua invece che di propellente. Ma c'è un'altra lettura, altrettanto documentata, che i grandi media sfiorano appena. Il criterio dominante per l'avanzamento di carriera è passato dalla performance professionale all'affidabilità politica. Questo approccio può rafforzare il controllo del Partito, ma rischia di soffocare l'iniziativa e la trasparenza all'interno dei ranghi. La continuità delle interruzioni alla leadership compromette l'affidabilità del deterrente nucleare cinese e delle capacità di attacco convenzionale, ma la logica di Xi subordina la prontezza operativa alla lealtà politica. L'atmosfera di indagine perpetua può portare alla paralisi nel corpo degli ufficiali, dove la paura di commettere errori supera l'iniziativa richiesta dalla guerra moderna. Taylor Fravel del MIT Security Studies Program è ancora più netto: le purghe sottolineano le difficoltà che la leadership dell'EPL dovrebbe affrontare, con posizioni vuote o ufficiali neoassunti inesperti nei loro nuovi ruoli, nell'intraprendere operazioni militari su larga scala come un blocco navale o un assalto anfibio a Taiwan. La domanda che nessuno fa davvero C'è un'anomalia strutturale che dovrebbe allarmare chiunque si occupi di sicurezza globale. I comandanti delle Forze Armate, dell'Esercito, della Marina, dell'Aeronautica, della Rocket Force e della Polizia Armata stanno tutti servendo in veste interinale o ad interim.
In altre parole: nessuno dei responsabili operativi dei principali rami dell'esercito cinese ha un mandato stabile
Tutti sono in bilico, tutti guardano sopra la spalla. Tra le nove potenze nucleari del mondo, la Cina è considerata quella con l'arsenale in crescita più rapida. Il Nuclear Notebook del Bulletin of Atomic Scientists del 2024 stima che la Cina abbia ora circa 500 testate nucleari, e ne vengano prodotte altre. Chi controlla davvero queste 500 testate? Chi può dare l'ordine di lancio? Chi verifica che i missili siano davvero funzionanti, dopo che abbiamo scoperto che alcuni erano pieni d'acqua? Nelle analisi riaffiora il precedente di Lin Biao, il delfino di Mao morto nel 1971 dopo il fallimento di un presunto colpo di Stato. Siamo davanti a un golpe anti-Xi o a un "semplice" tradimento, per quanto nucleare? Nel lessico politico cinese le parole hanno significati multipli, e la verità potrebbe restare a lungo sepolta. Cosa ci dice davvero questa storia Xi Jinping ha costruito qualcosa di unico nella storia moderna: un esercito di due milioni di uomini con un arsenale nucleare in espansione, in cui l'unico criterio che conta davvero è la devozione personale al leader.
Le ripetute purghe rivelano fragilità: un sistema dove il potere dipende dalla paura e dalla vigilanza costante piuttosto che dalla fiducia
Mentre il controllo di Xi non è mai stato così stretto, la coesione e l'iniziativa dell'EPL potrebbero pagarne il prezzo. I vecchi generali erano ritenuti autorevoli e potenti a sufficienza da tenere testa a Xi Jinping e contrastare le sue eventuali decisioni imprudenti. Ora non ci sono più. Al loro posto, ufficiali sconosciuti, nominati da mesi, che devono ancora dimostrare di saper gestire una crisi. Paradossalmente, un esercito cinese più debole e più imprevedibile non è necessariamente una buona notizia per la stabilità globale. Un leader che si sente accerchiato, con una macchina militare che non si fida completamente, potrebbe essere tentato di usarla prima che qualcun altro lo metta in discussione. La domanda vera non è se Wei Fenghe e Li Shangfu fossero corrotti. La domanda è: in un paese dove il ministro della Difesa dura sette mesi e poi sparisce, chi garantisce che il pulsante nucleare non venga premuto per errore — o per paura?
Fonti utilizzate - Reuters / Internazionale — *China sentences former defence ministers to death with reprieve* (7 maggio 2026) - South China Morning Post — *2 former Chinese defence ministers given death sentence with reprieve* (7 maggio 2026) - CSIS China Power Project — *Assessing Xi's Unprecedented Purges of China's Military* (febbraio 2026) - MIT Security Studies Program / Taylor Fravel — *Xi's Purge and the PLA's Leadership Void* (febbraio 2026) - Foreign Affairs Forum — *The Unraveling of China's High Command* (gennaio 2026) - Lowy Institute / Phillip C. Saunders — *Explaining Xi's PLA purges* (febbraio 2026) - ORF Online — *Xi's Purges Target China's Rocket Force* (marzo 2026) - The Diplomat — *Purges and Power: Is China Quietly Rebalancing Its Command Structure?* (novembre 2025) - BeHorizon.org — *Power, Purges and the PLA: Xi Jinping's Campaign to Command the Gun* (novembre 2025) - China Files — *La purga, le fazioni e Taiwan* (febbraio 2026) - Il Post — *Le epurazioni dell'esercito cinese sono arrivate fino al generale più alto in grado* (gennaio 2026) - Editoriale Domani — *L'infinita purga dei vertici militari cinesi* (gennaio 2026) - Rassegna Cina / Michelangelo Cocco — *L'esercito sono io* (gennaio 2026) - Famiglia Cristiana — *Xi Jinping: la grande purga dell'esercito cinese* (febbraio 2026) - Asia Times — *Sword of loyalty: decoding Xi Jinping's perpetual military purge* (gennaio 2026)